venerdì 2 gennaio 2009

2009 ASTRONOMICO

Un benvenuto al 2009, Anno mondiale dell'Astronomia, viene dal progetto "Space car", il primo osservatorio mobile d'Italia realizzato grazie all'apporto di anziani volontari (insegnanti in pensione di materie scientifiche, di storia dell'arte, di filosofia), che a bordo di un "camper delle stelle" accompagneranno i giovani alla scoperta dei misteri dello spazio e del firmamento. Il progetto viene realizzato grazie alla collaborazione dell'Associazione di volontariato Auser, l'Università Federico II di Napoli e la rgione Basilicata.
Il camper, che sarà allestito con attrezzature per lo studio astonomico, sosterà principalmentenelle aree disagiate e nelle scuole del Mezzogiorno per dare l'opportunità ai giovani di approfondire le proprie conoscenze scientifiche.


Informazioni sul sito:
http://www.spacecar.unina.it/

domenica 28 dicembre 2008

BLUES BROTHERS "IN CARCERE"

Dai Blues Brothers un Sos per il lavoro ai detenuti, che rappresenta l'unica alternativa per non sbagliare più strada. Due dei Blues Brothers (il mitico film di John Landis), il sax Lou Marini e la tromba Alan Rubin, hanno suonato per i detenuti del carcere Due Palazzi di Padova. Una memorabile giornata nata per l'iniziativa di Federico Pertile, rocker padovano. E' il terzo anno in cui il consorzio Rebus (presidente Nicola Boschetto) propone un evento in carcere collegato alla Cena si Santa Lucia, in favore di iniziative di sviluppo della Fondazione Avsi.

venerdì 19 dicembre 2008

NATALE: OGNI ANNO LA SOLITA STORIA...

Tempi duri. Nel gergo degli statistici, le "aspettative sono decrescenti". Nel 2002, su un campione di 2500 persone, il futuro era grigio per il 57%, oggi siamo al 68%. E il 2009 pare sarà peggio, per alcuni economisti la coda del 2008 è solo il "trailer" del film che ci aspetta. Detto questo, non sarà un Natale di miseria. Sarà un Natale più sobrio nei modelli e negli stili di consumo.
Quindi, con una ricaduta più morbida sulla perdita di poter d'acquisto.
Secondo una ricerca del marchio di automobili Dacia (gruppo Renault), attivo da tempo nelle quattro ruote low cost, già prima della crisi il 68,2% degli italiani dichiarava di voler cambiare mentalità, orientandosi verso marche e prodotti meno cari. Semplicità e frugalità tornano a essere valori. Le cause di questa nuova austerità non sono determinate (o non solo) dalla contingenza economica.
E' in atto una trasformazione culturale in direzione di un'austerità volontaria, vissuta non come rinuncia o privazione ma come riduzione spontanea delle pratiche di consumo, verso un prezzo contenuto, conveniente ma anche giusto.
Nel paniere ideale entrano gli alimentari delle "private label" (per esempio Coop) maanche l'arredamento sobrio, le scarpe senza etichetta. I marchi low cost non creano più complessi: il 78,7% degli italiani dichiara che aziende come Ryanair, Ikea, Decathlon, dimostrano che non sempre a bassi prezzi corrisponde bassa qualità.

venerdì 12 dicembre 2008

UN PASSO AVANTI

Mette al bando la produzione, l'uso, lo stoccaggio e il commercio di micidiali ordigni e obbligai Paesi che lo fanno proprio ad aiutare le Nazioni e le persone che ne sono vittima.
Frutto di un lungo quanto tribolato percorso politico-diplomatico, il Trattato sulle cluster munition (le bombe a grappolo) è finalmente una realtà. L'hanno già firmato 94 stati.
" Figurano molti Paesi europei come Italia, Francia, Regno Unito, Germania, Spagna, Norvegia e Svezia; diversi Stati africani ( tra cui alcuni reduci da sanguinose guerre, è il caso per esempio di Mozambico, Sierra Leone e Congo); alcune potenze medio-grandi d'Oltreoceano (Canada, Argentina, Cile e Australia), ma mancano all'appello quanti le cluster munition le fabbricano e le utilizzano: Usa, Russia, Cina, India, Pakistan, Israele", commenta Giuseppe Schiavello, direttore della Campagna italiana contro le mine.
"Le belle parole pronunciate dal sottosegretario agli Esteri, Vincenzo Scotti, in occasione della firma dell'Italia, durante la Conferenza Internazionale svoltasi a Oslo dal 2 al 4 dicembre, rischiano di essere sconfessate nei fatti dell'azzeramento del Fondo per lo sminamento umanitario ( 2.200.000 euro) di cui non c'è più traccia nella legge finanziaria in discussione. Anche Jody Williams, premio Nobel per la pace del 1997, ha scritto al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi affinchè ci ripensi", chiude Schiavello.

venerdì 5 dicembre 2008

MALI A CONFRONTO

L'uomo può provare due tipi di sofferenze: quelle fisiche e quelle psicologiche.
Entrambe sono molto difficili da sopportare e si spera sempre di non incombere mai in nessuna delle due.
Prima o poi però ogni persona sara costretta dal proprio destino a provare delle sofferenze (mentali o corporee) che possono cambiare inevitabilmente il resto della vita dell'individuo stesso.
Molte persone si chiedono se siano più insopportabili le ferite psicologiche (ossia depressione, morale basso, scarsa autostima o malattie mentali...) o quelle fisiche (traumi, fratture, malattie... ).
Io sono del parere che le ferite corporee siano molto più gravi di quelle mentali;
infatti quando si soffre per una ferita ne subentra anche una una condizione psicologica per il quale una persona possa ad esempio temere che questo tormento non finisca mai o che, nei casi più gravi, possa compromettere le capacità motorie o salutari per sempre e lo stesso non lo si può dire per le ferite interiori, infatti in caso di depressione o comunque di malessere mentale il fisico non ne risente o per lo meno non in modo così netto.

Sono convinto che ad ogni sofferenza mentale ci sia un rimedio, per quelle fisiche non sempre;
confontando una persona che vive allo stato vegetativo, reduce quindi da un danno fisico, con una persona che ha dovuto patire la perdita dei propri cari si può capire quale delle due abbia meno speranze di poter guarire; con gli studi e i progressi che hanno sviluppato l'ambito della psicologia oggi è possibile risolvere ogni tipo di problema o almeno di attenuarlo, mentre lo stesso non si può dire per chi vive in stato vegetativo, senza potersi muovere, ma nel pieno possesso delle proprie facoltà mentali.

Voi cosa ne pensate, qual di queste sofferenze sono le peggiore: quelle interiori o quelle corporee?


Stefa

venerdì 28 novembre 2008

CRIMINALITA': ECCO A VOI L'ITALIA

Furti, rapine, borseggi. Numeri e statistiche a denunciare un fenomeno che fa paura. La criminalità è in aumento. Rispetto allo scorso anno il cinque per cento in più. Una crescita inquietante. Secondo gli ultimi dati del ministero dell’Interno, che sono stati pubblicati integralmente dal Sole 24 ore, nel 2007 sono stati denunciati 330 reati ogni ora, per ogni giorno dell’anno, sfiorando i tre milioni complessivi.

È l’Emilia Romagna la regione fanalino di coda per quanto riguarda la sicurezza. La città più pericolosa risulta essere Rimini, con 9mila reati denunciati ogni 100mila abitanti, quasi il doppio della media nazionale, anche se c’è chi a questa classifica infame proprio non ci sta. «Siamo alle solite, non mi stupisco più», si lamenta il sindaco di Rimini, Alberto Ravaioli. Secondo il primo cittadino infatti sarebbe sbagliato il ragionamento all’origine. Una sorta di accanimento ingiustificato che non tiene conto di tutti gli aspetti. La statistica infatti sul territorio riminese risulterebbe falsata dall’andamento oscillante della popolazione, che grazie al turismo arriva anche a un milione, dai circa 250.000 residenti effettivamente residenti in provincia. «Non capiscono nulla di statistica - afferma Ravaioli -. Devono dividere almeno per due. Noi abbiamo nove milioni di turisti l’anno. E poi da noi c’è un numero di denunce dei reati altissimo rispetto ad altre zone perché teniamo bene la criminalità sotto controllo e la cittadinanza collabora». «Se parliamo di primati - aggiunge il sindaco - parliamo invece dell’ospitalità, che fa divertire i nostri ospiti».

Ma la classifica non lascia molte speranze neanche a Bologna. La ricca Bologna presa d’assedio dai malviventi, Bologna torturata, violentata, derubata, abbandonata a ladri e malfattori. E da anni lo scenario è desolante sotto agli occhi di tutti, cittadini e turisti. Anche in centro, sotto i portici, vicino all’università, nei parchi. A qualunque ora spacciatori marocchini, algerini, sono lì, a ogni angolo a svendere droghe a chi passa. E questa è solo la superficie. Il resto si ritrova nelle classifiche ufficiali.

Anche nel 2006 la situazione bolognese non era confortante: 4.449 furti nelle abitazioni per centomila abitanti era il suo triste primato. Il record di tutta Italia. E sempre nel 2006 si guadagnava un secondo posto (prima Genova) per borseggi e scippi con 8.657 per centomila abitanti. Quest’anno, dopo Bologna, seguono le altre grandi città: Milano, Roma, Torino, Napoli. Unica eccezione Genova, dove il numero dei delitti registra una flessione.
È il nord che paga di più. Qui l’allarme criminalità è spesso legata a doppio filo con l’immigrazione clandestina. Rapine in villa, scippi, violenze, furti, che continuano a rappresentare una parte consistente del totale dei delitti. Per quelli in abitazioni le denunce sono state 166mila, oltre il 17 per cento in più dell’anno precedente. Savona, Pavia e Varese in testa con tra le 500 e le 600 denunce ogni 100mila abitanti.

I dati riportati parlano chiaro: la criminalità rappresenta un serio problema per tutta l'Italia; come si può risollevare questa situazione?

Secondo me è fondamentale incrementare la sorveglianza da parte delle Forze dell'Ordine e imporre dei provvedimenti giuridici più pesanti, in questo modo il numero di crimini diminuirebbe sensibilmente e si otterrebbe una maggiore sicurezza generale, per riassumere il concetto in due parole: Tolleranza zero.

venerdì 21 novembre 2008

POLITICI, CHE IMBARAZZO!

La società in cuoi viviamo deve avere un'organizzazione interna efficiente per garantire ai propri cittadini una vita serena. Il compito di mantenere funzionale questo insieme spetta ai politici;
possiamo in un certo senso affermare che la nostra vita dipenda in gran parte da loro.

Ma siamo veramente in mano a delle persone affidabili e che abbiano una buona cultura generale?

Provate a vedere questa intervista realizzata dal programma televisivo "Le Iene"

http://it.youtube.com/watch?v=IPSyz5KVSiU&feature=related

Non è possibile pensare la Società Italiana sia rappresentata nel mondo da persone che non sappiano cosa sia l'effetto serra ( che è un problema di stretta attualità ) o che addirittura non sappiano chi sia Mandela.
Ritengo infatti che un politico che si rispetti, soprattutto un Parlamentare, debba necessariamente avere una buona cultura generale, anche per fare in modo di avere dei validi rapporti con gli stati esteri.

Cosa ne pensate? Secondo voi l'Italia è in mano a delle persona affidabili e che ci rappresentino nel migliore dei modi?

Stefa